Ma voi non siete preoccupati?
La situazione economia attuale ci pone di fronte a uno scenario che non può più lasciare indifferenti e che mi spinge ad una analisi approfondita della nostra società.
La crisi, che dicono sarà superata a breve, credo che durerà , magari con alti e bassi, ma durerà.
Nel nostro sistema socio-economico italiano assistiamo a chiusure di aziende che spostano il lavoro verso paesi dell'est e in tutti i campi: dalla Bialetti che trasferisce la produzione all' Unilever che ha chiuso il centro direzionale in provincia di Milano per trasferirlo in India (in questo caso si tratta di colletti bianchi e non metalmeccanici come la Bialetti). Tutti i giorni perdiamo tecnici qualificati che dovranno vivere di espedienti e che non potranno portare nulla all'economia.
Forse la parte dirigente non ha ancora compreso che la tanto auspicata frase che gli azionisti si aspettano, '' massimizzare i profitti nel breve termine'', porterà alla drastica riduzione dell'economia in quanto se rovesciamo la piramide economica questa non starà in piedi ma comincerà a oscillare (ondate di crisi e ripresa sempre più frequenti)e poi cadrà , a lungo termine.
La domanda che mi pongo è: possiamo davvero permetterci di diventare un paese in cui esiste solo il ''terziario''? Non siamo troppi? E l'economia del terziario è un'economia sana? E , come dice Tremonti, se non costruiamo regole comuni non stiamo solo preparando una nuova ondata di crisi bancario-economica? La tanto auspicata produzione con l'innovazione e l'alta qualità può bastare al nostro paese per tornare in pista e tenere l'economia?
Ma la domanda che mi pongo soprattutto è :perché nessuna parte politica-né di destra né di sinistra né di centro- si preoccupa di difendere i lavoratori italiani e di proteggerli dalla concorrenza estera?
Qualcuno dirà:la globalizzazione è un processo ineluttabile e imprescindibile dell'economia moderna.
Io credo invece che il sistema non possa reggere. Il principio attuale su cui si valuta l'economia di un paese ( o un'azienda ) non può essere solamente la prospettiva di crescita in quanto non si può crescere all'infinito. Ad un certo punto il sistema scoppia. Una volta il sistema scoppiava e alla crisi seguiva una guerra che azzerava l'economia e compensava la crescita che c'era stata in precedenza. E si ripartiva per una nuova ondata di crescita . Ora questo non può accadere in quanto la società dipende in toto dall'economia e chi governa l'economia non ha interesse che la stessa economia si azzeri e si fermi in quanto ci perderebbe troppo. Pertanto si scarica su chi si può scaricare...la parte più bassa dell'economia... i lavoratori. Il sistema attuale ci ha portato ad essere completamente dipendenti dalla Cina e dall'India e nessuno dice nulla visto che sono i nostri stessi imprenditori -piccoli o grandi che siano- che delocalizzano in quei posti il lavoro. Tutti i prodotti che acquistiamo sono in parte o in toto costruiti al di fuori del nostro paese. E non si tratta solo di tagliare i rami secchi: qui si taglia quello che produce un guadagno di 10-20 producendo in Europa per portarlo all'Est in modo da guadagnare 50-60 e massimizzare i profitti. Trasferiamo tutto : dai marmi lavorati all'alta tecnologia. E qui non si tratta di patriottismo sentimental-lavorativo. Si tratta di famiglie che non sanno dove andare a recuperare i soldi necessari al sostentamento perché la specializzazione che hanno raggiunto non serve più a nulla se non esiste più nulla da produrre.
L'urgenza primaria, a questo punto, è quella di una vera politica economica familiare che aiuti e sostenga le famiglie come ad esempio il quoziente familiare: le famiglie consumano di più e investono sul futuro, si impegnano economicamente per sé e per i figli. Ma non basta.
Le banche, altro problema grosso del nostro sistema socioeconomico , sono diventate un supermercato che vende qualsiasi cosa pur di guadagnarci sopra a discapito dei clienti: così si ottiene subito un guadagno e non si guarda al futuro in cui le famiglie che sostenevano le banche chiedendo mutui e facendo investimenti non avranno più soldi da investire e le prime che ci perderanno saranno le banche.
Ora vorrei sapere che cosa fa confindustria ? E la politica cosa propone? Che cosa ci possiamo aspettare a lungo termine?
Dobbiamo risolvere i problemi socioeconomici del nostro paese e pensare a lungo termine per poter guardare con speranza al futuro.
E siccome non voglio solo proporre una analisi critica ma penso ci sia bisogno di proposte concrete vi sottopongo i seguenti spunti:
1- istituiamo banche che ritornino a fare le banche – tenere i nostri risparmi, fare prestiti e mutui-pochi profitti,tanta sicurezza senza illudere i risparmiatori. Se non lo fanno i privati facciamolo attraverso lo stato (a che serve la banca centrale italiana?rendiamola un esempio concreto da seguire) o la comunità europea.
2- puntiamo sulla qualità e incentiviamola con detassazione totale- l'unica tintoria rimasta di tre che seguivo (impegnavano alla fine degli anni 80 circa 120-150 persone l'una) ora tiene 45 persone impegnate e sopravvive grazie a un brevetto che si sono inventati per un processo di finissaggio del tessuto- .
3- un po' di sano protezionismo: negli anni 80 saremmo stati invasi dalle auto giapponesi se non avessimo messo dei vincoli all'importazione ; ovviamente non si può fare su tutti i prodotti ma facciamolo scegliendo alcuni prodotti (pochi) che riteniamo strategici per il nostro paese e tuteliamoli come ha fatto ad esempio Zaia sui prodotti agricoli all'estero. In fondo quel protezionismo che fu messo in piedi ha permesso di far arrivare a oggi un gruppo fondamentale per il nostro paese come la Fiat mentre in altri campi le aziende nostrane sono state azzerate (vedi elettronica)...
4- educhiamo a consumi intelligenti . L'esempio primo che porto è quello dell'ambiente lavorativo ove mi muovo: l'edilizia. Realizziamo case indipendenti energeticamente e che non incidano più sui consumi ''improduttivi'' - con poco si può trasformare una casa normale in una casa in classe A o addirittura passiva. Una casa ben isolata- non solo una casa passiva- con una sola stufa a legna o pellett può essere riscaldata in maniera più che soddisfacente: produciamo meno CO2, siamo autosufficienti . Razionalizziamo l'uso dell'acqua : incentiviamo le vasche di recupero per l'acqua piovana da riutilizzare per l'innaffiatura del giardino o per il wc (esistono già sistemi integrati studiati per quest'ultimo). Usiamo elettrodomestici energeticamente ''intelligenti'' e leghiamoli , almeno in percentuale , al luogo di produzione (magari anche a livello europeo)e incentiviamoli con veri incentivi (inseriamoli in detrazione dal reddito- in fondo se produco in Italia o Europa già alla fonte le aziende ci pagano le tasse...-.
5- implementiamo le energie alternative: eolico, solare termico, solare fotovoltaico , idroelettrico e geotermico ma legando gli incentivi all'uso di materiali prodotti nel nostro paese . La Germania ci ha costruito un pezzo di economia e oggi non si riesce a acquistare un pannello fotovoltaico dalla Germania in quanto l'intera produzione è consumata all'interno
6- modifichiamo rendendoli pubblici e capibili da tutti i bilanci delle aziende quotate in borsa: solo pochi dati base:
- immobili di proprietà
- fatturato effettivo annuale
- indebitamento verso banche o altri (mutui o obbligazioni o altro)
- brevetti di proprietà
- persone impiegate divise in modo diretto (dipendenti) o indiretto ( subappalti )
- spese estere sostenute portate come costi a bilancio
In questo modo sarà più chiaro a chi investe in che condizione è la società in modo che non sia solo il rating a dare un'indicazione dello stato delle aziende. E puniamo con il sistema della patente a punti le società di revisione che controllano i dati arrivando alla chiusura degli advisor e all'inibizione permanente in qualunque impiego nello stesso settore dei dirigenti e amministratori delle aziende produttive o degli advisor che hanno nascosto dati o informazioni sensibili.
7- nella nostra zona , come nel nostro paese , implementiamo il turismo. Il modello di riferimento DEVE essere quello del Sudtirolo : sfruttiamo tutte le risorse che abbiamo.
- più infrastrutture generali
- incentivi all'uso di strutture alberghiere in posizioni disagiate (ad es. rifugi)
- più informazioni coordinate e pubblicizzate
- sfruttiamo i parchi che abbiamo
Spieghiamo a tutti che se durante la stagione morta un proprietario di un rifugio costruisce un piccolo parco giochi vicino al rifugio si tirerà più persone durante la stagione bella e se ringhiaia un sentiero la gente sarà più invogliata a utilizzarlo. Realizziamo più infrastrutture : più piste ciclopedonali e percorsi naturalistici , più posti per lo sport e per lo svago che siano legati al nostro territorio.(quanti sanno che c'è un osservatorio astronomico vicino a Tradate e uno sul sacro monte a Varese? Perché non si può mettere più persone magari universitari di fisica ad esempio , che attirino persone) Chi della zona di Milano Varese e Como conosce e frequenta il parco Pineta? O il parco Ticino?Perché non sono sfruttati a dovere?
8- da ultimo: modifichiamo il concetto di economia sana sia a livello nazionale sia a livello di società operative . Un azienda sana che produce con un livello costante e ottiene profitti costanti è un' OTTIMA AZIENDA. La crescita lasciamola alla Cina e ai paesi emergenti.
Inoltre credo che ora bisogna fare un passo indietro per poter fare un passo avanti. E' da molto tempo che ci rifletto: la decrescita può essere una risposta alla questione economica. Decresciamo :ovvero consumiamo in modo più intelligente e razionale. Partiamo dalla base : meno consumi inutili e , per quelli che dobbiamo fare , consumi più duraturi e razionali e soprattutto autosufficienti e decrescenti.
Facciamo qualcosa ora per noi e per quelli che verranno dopo di noi.
Pellegatta Luigi
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