sabato 22 dicembre 2012

Un'alternativa ai problemi del lavoro

In Italia, sono in molti a credere che i problemi del Lavoro e i diritti dei lavoratori siano "materie di competenza esclusiva" della sinistra, e dei sindacati, tanto che chi non si interessa di questi temi sono spesso le persone che fortunatamente non sono costrette ad interessarsene, come i lavoratori autonomi, oppure chi, per l'appunto, ha una visione del lavoro e dell'economia ben lontana da quella della sinistra.
Eppure le problematiche del lavoro, in generale, dovrebbero riguardare tutti i lavoratori, nessuno escluso. Ciò significa, semplicemente, che non esiste una visione dei problemi del lavoro alternativa a questa.
Questa situazione, ovviamente, ha una naturale spiegazione storica.
Il diritto del lavoro e i sindacati si sono sviluppati in una società fortemente classista, dove la visione della sinistra e dei sindacati era quella della classe operaia. Oggi però non è più così. La nostra è una società molto più complessa.
Quindi, questa situazione risulta assolutamente anacronistica.
I problemi del lavoro ci sono sempre, e le risposte sono sempre le stesse. Anch'esse sempre più anacronistiche.
I lavoratori hanno sempre meno fiducia nei sindacati, e nella sinistra.
Ma rifiutare un tipo di soluzione non aiuta a risolvere i problemi, che restano; alle volte anche più gravi di prima.
Servono risposte nuove. Serve un'alternativa.
Proveremo ad interrogarci se sia possibile trovarla.

(questo post è stato inserito con data 22/12/2012 perchè possa rimanere come post di apertura. Perchè questa data? c'è chi dice che il 21/12/2012 il mondo finirà. Vogliamo essere ottimisti!)

lunedì 24 maggio 2010

Quel "principio di solidarietà"... che vale 150 Miliardi.

La lettura dei bilanci dell' INPS è sempre un passatempo molto interessante, anche se molto ostico. Di sicuro non è facile addentrarsi nelle oltre tremila pagine (divise in tre tomi) che vengono redatte ogni anno per attestare lo stato di salute del grande "carrozzone"; eppure qualche sorpresa si trova sempre.

Dall'ultimo resoconto disponibile, quello per l'anno 2008, scopriamo che il carrozzone era persino in attivo.
Se ci addentriamo nelle singole "gestioni", scopriamo però qualcosa di più interessante.
La Gestione del "Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti", FPLD, (il grosso, si può dire, della gestione INPS) ha chiuso il 2008 anch'essa in attivo, dopo anni di risultati negativi, ma conserva ancora una situazione patrimoniale in forte perdita, circa 123 Miliardi.
D'altra parte la "Gestione delle prestazioni temporanee ai lavoratori dipendenti" (che gestisce maternità, malattie, mobilità, cassa integrazione, assegni di disoccupazione..), ha sempre, ogni anno, Risultati di Esercizio abbondantemente in attivo (nel 2008 circa 5,7 Miliardi) tanto che ha accumulato una Situazione Patrimoniale molto florida - oltre 175 Miliardi a fine 2008.

Ricapitolando: la situazione patrimoniale delle "Pensioni" è in forte passivo, quella per le prestazioni temporanee è in forte attivo, e quest'ultima "avanza" ogni anno molti Miliardi.
Da qui nasce subito una prima considerazione: se la Gestione delle Prestazioni Temporanee è sempre abbondantemente in attivo significa che vengono raccolti molti più contributi di quelli necessari per coprire tutte le prestazioni.
Ma allora, nell'ottica di minimizzare la "pressione" sui contribuenti, perchè non ridurre questi contributi?
Una possibile risposta può venire leggendo più attentamente lo Stato Patrimoniale del FPLD.
Si scopre che questo, tra le passività, conta debiti per quasi 200 miliardi; il grosso di questi, 150 Miliardi, sono debiti verso la gestione delle prestazioni temporanee.
Questi debiti non sono altro che "anticipazioni", a titolo gratuito, fatte dalla Gestione delle prestazioni temporanee nel corso degli anni, verso il Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti.
Per l'anno 2008, per esempio, questa "anticipazione" è stata di circa 3,5 Miliardi.
Ma perchè questo passaggio di risorse dalla Gestione delle prestazioni temporanee al FPLD?.. Nient'altro che per un "principio di solidarietà", sancito dall'art.21 della legge n.88/1989.. quindi, più di vent'anni fa.
Cosa dice quest'articolo? Eccolo:

Art. 21

Fondi dei lavoratori dipendenti

1. Nell'ambito del comparto riguardante la gestione dei lavoratori dipendenti, oltre al fondo di cui all'articolo 12 del decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1970, n. 639, è istituita la gestione di cui al successivo articolo 24. In tale ambito il consiglio di amministrazione può deliberare l'utilizzazione, senza corresponsione di interessi, degli eventuali avanzi di gestione.

Con questo articolo quindi veniva sancito che gli eventuali avanzi di gestione della Gestione delle prestazioni temporanee (all'art.24 della stessa legge) poteva essere liberamente utilizzati dal Fondo Pensioni.
Ecco spiegato quel debito da 150 Miliardi.


Fin qui la spiegazione "legale".. ma val la pena di trovare anche una "motivazione".
Come abbiamo visto, dati gli avanzi della gestione per le prestazioni temporanee, sarebbe naturale prevedere una diminuzione dei contributi a carico di queste prestazioni.
Se l'esigenza fosse solo quella di "ripianare i conti" del Fondo Pensioni, basterebbe aumentare i contributi pensionistici della stessa misura in cui si dimuiscono quelli per malattia, maternità, cassa integrazione... in busta paga, i lavoratori, non vedrebbero nessuna differenza.
Ma allora perchè non viene fatto così? qual è la differenza?
Beh... una differenza c'è, e non da poco.
I contributi che finiscono nella Gestione prestazione temporanee, non sono contributi pensionistici, vale a dire (per quel che ne so) che non verranno "conteggiati" per il calcolo delle pensioni future; e visto che le pensioni future verranno calcolate con il metodo contributivo.. la differenza è bella grossa.
Sono 150 Miliardi versati dai lavoratori, utilizzati per pagare le pensioni di oggi.. ma che un domani non rientreranno nelle pensioni dei lavoratori che li hanno versati. Semplicemente..svaniti.


Bilanci INPS 2008


Ovviamente, potrei aver preso un abbaglio.. sulla questione bisognerebbe sentire qualche "dotto professore" che ne capisca più di me.
Sappiate però che ho provato a sottoporre il problema direttamente all'INPS, parecchio tempo fa. Senza alcuna risposta!

giovedì 13 maggio 2010

Il Bastone e la Carota

E' questa la nuova frontiera dei diritti dei lavoratori?

frustate e umiliazioni

Precisazione che l'autore dell'articolo non ha fatto. Questi, SICURAMENTE, sono quei delinquenti della KIRBY. Ci scommetto!!

giovedì 6 maggio 2010

Lettera Aperta

Inseriamo la lettera aperta dell'amico Luigi Pellegata, pubblicata sul numero del 5 maggio 2010 de IlSole24Ore.

Ma voi non siete preoccupati?

La situazione economia attuale ci pone di fronte a uno scenario che non può più lasciare indifferenti e che mi spinge ad una analisi approfondita della nostra società.

La crisi, che dicono sarà superata a breve, credo che durerà , magari con alti e bassi, ma durerà.

Nel nostro sistema socio-economico italiano assistiamo a chiusure di aziende che spostano il lavoro verso paesi dell'est e in tutti i campi: dalla Bialetti che trasferisce la produzione all' Unilever che ha chiuso il centro direzionale in provincia di Milano per trasferirlo in India (in questo caso si tratta di colletti bianchi e non metalmeccanici come la Bialetti). Tutti i giorni perdiamo tecnici qualificati che dovranno vivere di espedienti e che non potranno portare nulla all'economia.

Forse la parte dirigente non ha ancora compreso che la tanto auspicata frase che gli azionisti si aspettano, '' massimizzare i profitti nel breve termine'', porterà alla drastica riduzione dell'economia in quanto se rovesciamo la piramide economica questa non starà in piedi ma comincerà a oscillare (ondate di crisi e ripresa sempre più frequenti)e poi cadrà , a lungo termine.

La domanda che mi pongo è: possiamo davvero permetterci di diventare un paese in cui esiste solo il ''terziario''? Non siamo troppi? E l'economia del terziario è un'economia sana? E , come dice Tremonti, se non costruiamo regole comuni non stiamo solo preparando una nuova ondata di crisi bancario-economica? La tanto auspicata produzione con l'innovazione e l'alta qualità può bastare al nostro paese per tornare in pista e tenere l'economia?

Ma la domanda che mi pongo soprattutto è :perché nessuna parte politica-né di destra né di sinistra né di centro- si preoccupa di difendere i lavoratori italiani e di proteggerli dalla concorrenza estera?

Qualcuno dirà:la globalizzazione è un processo ineluttabile e imprescindibile dell'economia moderna.

Io credo invece che il sistema non possa reggere. Il principio attuale su cui si valuta l'economia di un paese ( o un'azienda ) non può essere solamente la prospettiva di crescita in quanto non si può crescere all'infinito. Ad un certo punto il sistema scoppia. Una volta il sistema scoppiava e alla crisi seguiva una guerra che azzerava l'economia e compensava la crescita che c'era stata in precedenza. E si ripartiva per una nuova ondata di crescita . Ora questo non può accadere in quanto la società dipende in toto dall'economia e chi governa l'economia non ha interesse che la stessa economia si azzeri e si fermi in quanto ci perderebbe troppo. Pertanto si scarica su chi si può scaricare...la parte più bassa dell'economia... i lavoratori. Il sistema attuale ci ha portato ad essere completamente dipendenti dalla Cina e dall'India e nessuno dice nulla visto che sono i nostri stessi imprenditori -piccoli o grandi che siano- che delocalizzano in quei posti il lavoro. Tutti i prodotti che acquistiamo sono in parte o in toto costruiti al di fuori del nostro paese. E non si tratta solo di tagliare i rami secchi: qui si taglia quello che produce un guadagno di 10-20 producendo in Europa per portarlo all'Est in modo da guadagnare 50-60 e massimizzare i profitti. Trasferiamo tutto : dai marmi lavorati all'alta tecnologia. E qui non si tratta di patriottismo sentimental-lavorativo. Si tratta di famiglie che non sanno dove andare a recuperare i soldi necessari al sostentamento perché la specializzazione che hanno raggiunto non serve più a nulla se non esiste più nulla da produrre.

L'urgenza primaria, a questo punto, è quella di una vera politica economica familiare che aiuti e sostenga le famiglie come ad esempio il quoziente familiare: le famiglie consumano di più e investono sul futuro, si impegnano economicamente per sé e per i figli. Ma non basta.

Le banche, altro problema grosso del nostro sistema socioeconomico , sono diventate un supermercato che vende qualsiasi cosa pur di guadagnarci sopra a discapito dei clienti: così si ottiene subito un guadagno e non si guarda al futuro in cui le famiglie che sostenevano le banche chiedendo mutui e facendo investimenti non avranno più soldi da investire e le prime che ci perderanno saranno le banche.

Ora vorrei sapere che cosa fa confindustria ? E la politica cosa propone? Che cosa ci possiamo aspettare a lungo termine?

Dobbiamo risolvere i problemi socioeconomici del nostro paese e pensare a lungo termine per poter guardare con speranza al futuro.

E siccome non voglio solo proporre una analisi critica ma penso ci sia bisogno di proposte concrete vi sottopongo i seguenti spunti:

1- istituiamo banche che ritornino a fare le banche – tenere i nostri risparmi, fare prestiti e mutui-pochi profitti,tanta sicurezza senza illudere i risparmiatori. Se non lo fanno i privati facciamolo attraverso lo stato (a che serve la banca centrale italiana?rendiamola un esempio concreto da seguire) o la comunità europea.

2- puntiamo sulla qualità e incentiviamola con detassazione totale- l'unica tintoria rimasta di tre che seguivo (impegnavano alla fine degli anni 80 circa 120-150 persone l'una) ora tiene 45 persone impegnate e sopravvive grazie a un brevetto che si sono inventati per un processo di finissaggio del tessuto- .

3- un po' di sano protezionismo: negli anni 80 saremmo stati invasi dalle auto giapponesi se non avessimo messo dei vincoli all'importazione ; ovviamente non si può fare su tutti i prodotti ma facciamolo scegliendo alcuni prodotti (pochi) che riteniamo strategici per il nostro paese e tuteliamoli come ha fatto ad esempio Zaia sui prodotti agricoli all'estero. In fondo quel protezionismo che fu messo in piedi ha permesso di far arrivare a oggi un gruppo fondamentale per il nostro paese come la Fiat mentre in altri campi le aziende nostrane sono state azzerate (vedi elettronica)...

4- educhiamo a consumi intelligenti . L'esempio primo che porto è quello dell'ambiente lavorativo ove mi muovo: l'edilizia. Realizziamo case indipendenti energeticamente e che non incidano più sui consumi ''improduttivi'' - con poco si può trasformare una casa normale in una casa in classe A o addirittura passiva. Una casa ben isolata- non solo una casa passiva- con una sola stufa a legna o pellett può essere riscaldata in maniera più che soddisfacente: produciamo meno CO2, siamo autosufficienti . Razionalizziamo l'uso dell'acqua : incentiviamo le vasche di recupero per l'acqua piovana da riutilizzare per l'innaffiatura del giardino o per il wc (esistono già sistemi integrati studiati per quest'ultimo). Usiamo elettrodomestici energeticamente ''intelligenti'' e leghiamoli , almeno in percentuale , al luogo di produzione (magari anche a livello europeo)e incentiviamoli con veri incentivi (inseriamoli in detrazione dal reddito- in fondo se produco in Italia o Europa già alla fonte le aziende ci pagano le tasse...-.

5- implementiamo le energie alternative: eolico, solare termico, solare fotovoltaico , idroelettrico e geotermico ma legando gli incentivi all'uso di materiali prodotti nel nostro paese . La Germania ci ha costruito un pezzo di economia e oggi non si riesce a acquistare un pannello fotovoltaico dalla Germania in quanto l'intera produzione è consumata all'interno

6- modifichiamo rendendoli pubblici e capibili da tutti i bilanci delle aziende quotate in borsa: solo pochi dati base:

- immobili di proprietà

- fatturato effettivo annuale

- indebitamento verso banche o altri (mutui o obbligazioni o altro)

- brevetti di proprietà

- persone impiegate divise in modo diretto (dipendenti) o indiretto ( subappalti )

- spese estere sostenute portate come costi a bilancio

In questo modo sarà più chiaro a chi investe in che condizione è la società in modo che non sia solo il rating a dare un'indicazione dello stato delle aziende. E puniamo con il sistema della patente a punti le società di revisione che controllano i dati arrivando alla chiusura degli advisor e all'inibizione permanente in qualunque impiego nello stesso settore dei dirigenti e amministratori delle aziende produttive o degli advisor che hanno nascosto dati o informazioni sensibili.

7- nella nostra zona , come nel nostro paese , implementiamo il turismo. Il modello di riferimento DEVE essere quello del Sudtirolo : sfruttiamo tutte le risorse che abbiamo.

- più infrastrutture generali

- incentivi all'uso di strutture alberghiere in posizioni disagiate (ad es. rifugi)

- più informazioni coordinate e pubblicizzate

- sfruttiamo i parchi che abbiamo

Spieghiamo a tutti che se durante la stagione morta un proprietario di un rifugio costruisce un piccolo parco giochi vicino al rifugio si tirerà più persone durante la stagione bella e se ringhiaia un sentiero la gente sarà più invogliata a utilizzarlo. Realizziamo più infrastrutture : più piste ciclopedonali e percorsi naturalistici , più posti per lo sport e per lo svago che siano legati al nostro territorio.(quanti sanno che c'è un osservatorio astronomico vicino a Tradate e uno sul sacro monte a Varese? Perché non si può mettere più persone magari universitari di fisica ad esempio , che attirino persone) Chi della zona di Milano Varese e Como conosce e frequenta il parco Pineta? O il parco Ticino?Perché non sono sfruttati a dovere?

8- da ultimo: modifichiamo il concetto di economia sana sia a livello nazionale sia a livello di società operative . Un azienda sana che produce con un livello costante e ottiene profitti costanti è un' OTTIMA AZIENDA. La crescita lasciamola alla Cina e ai paesi emergenti.

Inoltre credo che ora bisogna fare un passo indietro per poter fare un passo avanti. E' da molto tempo che ci rifletto: la decrescita può essere una risposta alla questione economica. Decresciamo :ovvero consumiamo in modo più intelligente e razionale. Partiamo dalla base : meno consumi inutili e , per quelli che dobbiamo fare , consumi più duraturi e razionali e soprattutto autosufficienti e decrescenti.

Facciamo qualcosa ora per noi e per quelli che verranno dopo di noi.

Pellegatta Luigi